Love Reign o'er Me - Giorno 4
Cavolo che luce! Cooosa? Sono già le 9! Quanto ho dormito!? Oggi devo andare a vedere le scogliere di Beachy Head, vicino ad Eastbourne sempre costa sud inglese, perché ovviamente devo continuare il mio Quadrophenia tour, ed è d'obbligo andare a vedere di persona la scogliera che Jimmy risale con la vespa di ACE e dove compie il suo gesto più clamoroso.
Non ne ho voglia, devo prendere i mezzi pubblici, ma se poi non capisco quale fermata è? E se non riesco a fare il biglietto? E se non riesco a tornare a Brighton in giornata? No, troppa fatica non ce la posso fare. Mi sa che mi faccio un giro per il centro della città e basta. Del resto ho diritto ad essere stanca.
Vado da Starbucks dove mi aspetta un pain au raisins, di quelli belli burrosi e rimango incantata a fissare la schiuma del cappuccino con lo zucchero che affonda piano piano. Ehi ma io questa musica la conosco! Ecco le prime coccole della giornata, Lester Young in sottofondo con Taking a Chance on Love, uno dei miei jazzisti preferiti; sembra proprio un incoraggiamento ad affrontare la giornata con la massima felicità. Messaggio whatsapp di mio padre, "Buona gita oggi alle scogliere!". Rispondo che visto la sveglia a tarda mattinata e la stanchezza ho pensato di non andarci. "Bling", risposta: "MA STARAI SCHERZANDO". Cavolo, ha ragione. Sono qui e non ci vado? Sarei proprio un'oca. Grazie al pieno di caffeina, scarico 3 app per capire il percorso, la distanza, come fare i biglietti e a quali fermate scendere, pare ci sia da fare pure un cambio autobus. Dopo mezz'ora di consultazioni non ci salto fuori e decido di andare a una fermata a caso e fermare qualche autista per avere informazioni, tanto qui sono tutti gentili. Arrivo a una presunta fermata, a quanto pare Sea Life Center, quella di ieri, chiedo all'autista per la direzione Beachy Head. Incredibile, sono miracolosamente sull'autobus giusto e il biglietto si fa a bordo! Che razza di fortuna! 7 Sterline andata e ritorno. Con l'aiuto della app Moovit conto esattamente quante fermate ho per scendere al cambio, sono circa 50 minuti di viaggio. Ci sono due linee che fanno questo percorso, la 12 e la 13. Non vi spiego esattamente come perché è un pochino complesso in realtà, ma c'è un centro informazioni proprio li vicino dove vi sapranno indicare tutto. Salgo sulla 12 e mi godo il paesaggio, spettacolare, campi illimitati con pecore e mucche, case che sembrano finte da quanto sono caratteristiche, verde ovunque a non finire, villaggi delle fate con tanti alberi e un bellissimo sole estivo. Per fortuna l'autobus è dotato di schermo dove scrivono i nomi di tutte le fermate, così so sempre esattamente dove mi trovo, scendo alla fermata Young Hostel, in mezzo a un bosco senza niente. Cambio lato della strada e aspetto la linea 13 che va in direzione opposta, chiedo conferma ad un signore anziano spazientito per il ritardo di due minuti del suo autobus (due, ripeto due!) tutto coincide, il mio autobus arriva e salgo. In meno di 20 minuti e sparando a palla nelle orecchie la giusta colonna sonora "LOOOOOOOVE REIIIIIIGN OOOO'ER MEEEEE" (immaginatemi a mimare Roger con la giusta intensità ma senza emettere suoni), arrivo a Beachy Head. Si capisce perché è pieno di gruppi, nel caso doveste andarci non vi sbaglierete! Un simpatico signore mi vede spaesata e mi dice "Beachy Head, this way!" indicandomi la direzione. Mi incammino su questi prati verdi e mi avvicino al bordo della scogliera. Quando mi sporgo per vedere: estasi. E' qualcosa di stupendo.
Beachy Head Lighthouse |
Il cammino da lì al vecchio faro Belle Tout (non quello in acqua, ma quello sopra alla scogliera, vedi foto sotto) è di circa un'ora, un'ora e mezza a seconda di quante pause si fanno per le foto o per il relax. E' una camminata tutta salita e discesa ma non è per niente ripida quindi non risulta in nessun modo faticosa. Penso non sia possibile raccontare a parole l'immensità e la meraviglia di quel posto. Neanche la macchina fotografica può rendere minimamente l'idea della ripidità e dell'altezza della scogliera e di quanto sia incantevole questo spettacolo naturale.
Belle Tout Lighthouse |
Dopo mezz'oretta supero il faro bianco e rosso, appunto il Beachy Head Lighthouse quello che si vede pure nel film e mi trovo dal lato opposto, cioè quello che Jimmy risale in vespa.
Jimmy in Quadrophenia |
Foto Giulia Pedrazzi |
Jimmy risale la scogliera in Quadrophenia |
Foto Giulia Pedrazzi |
E' decisamente il caso di godersi questo posto con la giusta colonna sonora: I've had enough.
"I've had enough of dancehalls
I've had enough of pills
I've had enough of streetfights
I've seen my share of kills
I'm finished with the fashions
And acting like I'm tough
I'm bored with hate and passion
I've had enough of trying to love."
Se non fossi venuta qui me ne sarei pentita a vita. Forse, anzi, sicuramente questo è finora il momento più bello di tutta la vacanza, questa vista mi mozza il fiato. Non so come ho fatto a pensare di non venirci, per fortuna Pedro mi ha spronato, altrimenti avrei buttato via un'esperienza incredibile. Mi auto stringo la mano e mi faccio i complimenti per l'itinerario studiato, fin ora tutti i giorni sono stati ricchissimi ed intensi, e sono veramente felice di essere qui da sola, perchè questo spettacolo è tutto per me! Egoista? Forse, ma ogni tanto serve silenzio per ascoltarsi meglio.
Foto Giulia Pedrazzi |
Terminato il mio giro e pranzato nell'hotel Beachy Heah, aspetto per un'oretta seduta sul ciglio della strada l'arrivo del primo autobus diretto per tornare a Brighton, il numero 13. Ho preferito aspettare un'ora piuttosto che prendere quello dell'ora prima, il numero 12, e dover poi fare un altro cambio, i cambi mi spaventano sempre. Nel caso decideste di andare consiglio caldamente l'utilizzo della app Moovit, è molto semplice e comoda e gratuita.
Il viaggio del rientro lungo la costa del Sussex è stato bello come quello dell'andata.
Potrei trasferirmi qui e lavorare in una delle loro bellissime fattorie, sembra di essere tornati indietro nel tempo.
Valuterò.
Arrivata in città mi fiondo in stanza per far sbollire la pelle scottata e per lavarmi bene, come al solito si cena presto. Per cena sono andata nel quartiere delle Lanes. E' una zona nel centro bellissima, fatta di tanti vicoletti che si incrociano, pieni di negozi coloratissimi (che però alle 17 chiudono) e ristorantini per tutti i gusti. Dopo 20 minuti trovo il primo ristorante non italiano e visto che non amo quel tipo di rischio mi sono fermata subito nonostante i prezzi fossero un pochino alti. Si chiama Food for Friends, scopro solo dopo essere un ristorante vegetariano, perfetto per me quindi! Ordino un'insalata con patate, verdura, melagrana, semi di girasole e carote; si rivela veramente buonissima.
Finito di cenare è ancora molto presto ma qui è tutto chiuso a parte i pub, quindi mi fermo a prendermi una coca cola e ad aggiornare il mio diario di bordo. Tra gli eventi di Facebook non riesco a trovare feste o musica dal vivo, c'è il cinema in spiaggia ma il film non mi ispira, c'è una music quiz night che sarebbe stupenda, potrei vincere, qui i quiz nei pub vanno veramente tantissimo, ma il locale è ad un km e mezzo e io qui alla sera non mi fido a girare da sola. Sarà per la prossima, peccato. Mi fermo un attimo in un minimarket e mi compro la colazione per il giorno dopo, sono stanca di paste iper-dolci, vorrei qualcosa di più tranquillo e digeribile. Mi faccio trasportare dal mio amore per il porridge e compro un vasetto di quello istantaneo da preparare con l'acqua calda, tanto in camera ho il bollitore.
Sarà pieno di conservanti e ingredienti poco salutari, ma io faccio come i bimbi "LO VOGLIO". Tutta soddisfatta vado verso la mia stanza e inizio a preparare i bagagli, eh si, domani sarà una lunga giornata di viaggio verso la città della musica, LIVERPOOL.
Commenti
Posta un commento