Seguendo le note dei Caravan a Canterbury - Giorno 2

9 Ore dormite, ottimo direi, ora sì che sono pronta a godermi la vacanza...ehi un attimo, SONO IN VACANZA! Ecco cosa ho realizzato davanti al cappuccino e al blueberry muffin di Costa Coffee, caffè italiano (...si ti piacerebbe!). In effetti fino a quel momento, fra viaggio, trasferimenti e giri vari non mi ero ancora ambientata e non avevo realizzato di essere proprio in ferie! Mi fermo a contemplare la mia buonissima colazione:"Urca urca tirulero oggi splende il sol!!" direbbe cantagallo; è una bellissima giornata e non ho fretta di andare da nessuna parte, c'è pace, crema di latte e la temperatura giusta, è tutto in armonia! Canterbury è famosa  per le Canterbury tales, 24 racconti narrati da pellegrini diretti appunto alla città scritti da Geoffrey Chaucer nel lontano 1387 che parlano di amore, tradimenti, battaglie, amicizie, trappole, omicidi e tanto altro. Qui c'è la possibilità di fare un tour per vivere da vicino 5 di questi racconti, talmente da vicino da sentire gli odori dell'epoca e trovarsi in mezzo alla ricostruzione dei luoghi tipici. Ovviamente decido di fare questa esperienza ed ho la fortuna di essere sola all'ingresso, quindi spettacolo tutto per me! Vengo accompagnata da due guide in abiti dell'epoca, e poi abbandonata per continuare il cammino da sola. Le storie vengono rappresentate da sagome di legno che si muovono, proiezioni video, vetri decorati che si illuminano in successione e voci fuori campo che animano le statue.


Stupendo! Vengo molto colpita da una storiella in particolare, la moglie di Bath, una storia che ruota intorno a una domanda, cosa vogliono veramente le donne? A voi scoprirlo. Finito questo percorso emozionante mi trovo nello shop. Ehm si, mi sono presa il libro illustrato, con la scusa ovviamente di avere una bella lettura per migliorare il mio inglese. Cosa non si fa per la cultura! Ecco il link se vi interessasse prenotare il tour o visitare il sito per farvi un'idea più precisa: The Canterbury Tales Tour

Piccolo intervallo shopping per comprarmi un paio di canotte, in effetti non ne ho portate con me e fa inaspettatamente un caldo allucinante. Decido poi che è assolutamente il momento di andare a caccia di vinili, se i Caravan non vengono da me, andrò io da loro. Faccio una breve ricerca online e pare che in città ci siano 6 negozi di vinili. 3 Chiusi al lunedì e uno che fa solo vendita di nuovo, quindi impossibile trovare dischi di nicchia degli anni 70. Me ne rimangono due, uno in pienissimo centro e uno abbastanza fuori. Raggiungo il primo che ha un simpatico cartello fuori.


Si tratta di un negozietto di vinili usati, entro e lascio basiti i commessi... "Che strano veder entrare una ragazza!!!". Mi sento già più a mio agio! Inizio a cercare alla lettera C, intanto cominciano a chiedermi cosa mi piace, e io gli spiego che sono lì per cercare un disco dei Caravan, vuoi che non ce l'abbiano? E' la loro patria!
No. Non ne hanno. Ne avevano uno ma è andato via il giorno prima. Mannaggia. Ringrazio ripetutamente, saluto ed esco. Ma io non mi arrendo. Mi accorgo che è già ora di pranzo e l'altro negozio che sto cercando probabilmente è in pausa, quindi mi infilo in un supermercato e mi prendo un sushi take away da gustare al parco come una vera Canterburiana. Ecco la pace dei sensi, piedi vicino all'acqua, seduta all'ombra del mio albero preferito e con le anatre che volano sulla superficie del corso. Temperatura ideale, comodità e paesaggio mozzafiato, cuffie alle orecchie e faccio partire "If I Could Do It All Over Again, I'd Do It All Over You" del 1970. Caspita, la copertina dell'album è verde come il posto dove mi trovo e i flauti che si possono chiaramente sentire mi ri catapultano dentro i racconti di Canterbury, ecco come tramite il rock anni 70 possiamo sentire l'eco dei racconti del 1300. E' magia.


Dopo un'oretta decido di partire per andare alla caccia di quel famoso locale dove si erano esibiti i Wilde Flowers, nell'attesa che il negozio di vinili faccia la sua apertura pomeridiana. Il posto è abbastanza lontano dal centro, ma chi ha fretta? Mi incammino, e arrivo fino alle mura esterne della città, molto belle tra l'altro e passo anche vicino al castello diroccato, talmente diroccato che non faccio neanche una foto. Sotto il sole cocente e schivando qualche scolaresca giungo finalmente in 52, Dover Street. Ora il locale, una volta Beehive, si chiama Kudos, ed è un ristorante cinese, mi chiedo se siano consapevoli dell'importanza storica del locale che hanno comprato. 




Sul sito dover-kent.com trovo questa mappa con relativa immagine degli anni 70 rappresentante il locale storico e un lungo articolo sulla storia del locale! Hanno fatto veramente un ottimo lavoro!
Soddisfatta e appagata per aver visto da vicino il posto dove sono passati i miei idoli, e chiedendomi se magari abbiamo calpestato lo stesso marciapiede, decido che mi merito di farmi un regalo e andare a cercare il tanto desiderato disco. Ovviamente dall'altra parte della città. 
Eccomi al Canterbury Rock! Negozietto stipato di dischi, gestito da un simpatico signore sulla 60ina immagino, con capelli lunghi molto rock. Vado subito nella zona lettera C. Niente. Provo con la zona rock anni 70. Niente. Disperata, mi avvicino al titolare e vado dritta al punto, "sto cercando un disco dei Caravan, tipo In the Land of Grey and Pink". Senza dire niente si piega un attimo, si rialza e lo tira fuori da dietro il banco. Lo stava nascondendo?? "Ho solo questo", dice "Sarebbero 40 pound (confermo c'era scritto) ma per te faccio 30". WOW! Ricerca rapida online e caspita! E' un made in Great Britain proprio del 1971! In sostanza una delle prime stampe! Adesso sono veramente veramente carica! Le condizioni della copertina non sono ottimali, è un po' macchiata e i colori sono sfumati dal classico giallino dell'umidità, ma io amo questi segni del tempo quindi, sono innamorata del mio nuovo disco. Scambio due chiacchiere con lui visto il suo stupore per la mia scelta musicale, gli racconto del mio viaggio e mi dice "io avrei fatto esattamente lo stesso!". Che bello quando la gente ti capisce! Al rientro in italia ho poi trovato questo video su youtube dove si parla della sopravvivenza del suo negozio anche dopo l'arrivo di una grande catena di distribuzione di musica, pare che quest'uomo sia una vera leggenda. Eccolo qui, così potete farvi un giro da vicino! https://www.youtube.com/watch?v=tRwwg-pbM8s


Dopo aver fatto circa 9 km a piedi ho pensato di concedermi altro riposo e tornare dal mio albero preferito. Estraggo il libro delle Canterbury Tales dalla mia borsa e mi metto a leggerle. 


La magia però viene interrotta prima da un ramo che mi cade in testa, e poco dopo da un simpaticissimo piccione che decide di espellere i suoi escrementi sulla mia testa, e ovviamente sul mio nuovo libro macchiandolo per sempre, destinandomi a ricordare questa storia nei secoli dei secoli. AH LA NATURA! Viste le condizioni igieniche in cui mi trovo decido di andare giustamente a lavarmi e poi preparami per cena. 
Sempre spaventata dall'idea di rimanere senza cena perchè le cucine chiudono spesso molto presto, scelgo un locale proprio vicino alla cattedrale, The Old Buttermarket un pub assolutamente tipico con un bell'elenco di piatti vegetariani. Ore 18,35 esordisco con " Is it too late for dinner?", "nope, it's until 9 PM!", evvai si mangia anche oggi! Mentre attendo la cena mi soffermo a guardare la piazzetta, questa città è veramente bella. Amo l'inghilterra.



Mentre mi godo il paesaggio, il luogo e la partita del Giappone ai mondiali di calcio arriva la mia torta di lenticchie, con contorno di piselli, mini carotine e season greens, che dopo qualche ricerca scopro essere verze, biete e simili. Tutto veramente ottimo! 


Pensavo a cosa fare alla sera, ma questa città mi ha dato l'idea di essere iper tranquilla, quindi per la seconda sera di fila opto per il riposo. Del resto dopo aver camminato 9,9 km chi non è stanco? Domani si parte per Brighton! Buonanotte!














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